Donna adulta in abbigliamento sportivo seduta su un tappetino dopo l’allenamento

Pavimento pelvico • Incontinenza urinaria • Esercizio

Ti alleni, ma perdi ancora urina? Ecco perché può succedere

Camminare, fare ginnastica o andare in palestra fa bene alla salute. Se però perdi urina quando tossisci, salti o sollevi qualcosa, potresti aver bisogno anche di esercizi pensati per quel problema.

Magari ti è capitato durante un allenamento. Oppure mentre ridevi, correvi per prendere l’autobus o prendevi in braccio tuo figlio. Può essere una piccola perdita, ma abbastanza da farti scegliere i vestiti in base alla paura che succeda di nuovo. Questa si chiama incontinenza urinaria da sforzo: la perdita compare quando un movimento o un colpo di tosse aumenta la pressione sull’addome.

Allenarsi di più risolve le perdite?

Non sempre. Uno studio pubblicato nel 2026 ha seguito per 20 settimane 188 donne poco attive con obesità. Alcune hanno ricevuto un aiuto regolare per allenarsi, con incontri in presenza e supporto online; altre hanno usato un’app per tenere traccia dell’attività fisica. Le donne seguite dai coach si sono allenate più spesso, ma le perdite di urina non sono migliorate più che nel gruppo di confronto.

Questo risultato ha una spiegazione da tenere presente: gli allenamenti erano pensati per la forma fisica generale. Non comprendevano un protocollo strutturato per il pavimento pelvico e la supervisione specifica era minima. Lo studio, quindi, non dice che muoversi sia inutile e non ha messo alla prova un trattamento personalizzato dell’incontinenza. Ci mostra che allenarsi di più, da solo, può non bastare per ridurre le perdite.

Cosa può aiutare davvero?

Gli esercizi mirati per i muscoli del pavimento pelvico hanno risultati più solidi. Una revisione Cochrane ha osservato che, tra le donne con incontinenza da sforzo, 56 su 100 di quelle che seguivano questo tipo di allenamento riferivano di non avere più perdite alla fine del trattamento, contro 6 su 100 tra quelle che non lo seguivano. Sono risultati medi ottenuti in quattro studi: ogni persona parte da una situazione diversa e non esiste una garanzia di guarigione.

Ci sono dati anche per le donne dopo la menopausa. In uno studio su 70 donne, 12 settimane di esercizi per il pavimento pelvico hanno ridotto i sintomi; aggiungere esercizi addominali ha dato, in quella popolazione, risultati migliori rispetto agli esercizi del pavimento pelvico da soli. Questo non significa che esista un’unica scheda adatta a tutte. La scelta dipende da come si presentano le perdite e da ciò che ciascuna donna riesce a fare.

Da dove si comincia

Una valutazione serve a capire quando perdi urina, se senti anche urgenza di andare in bagno e se riesci a contrarre e rilassare correttamente il pavimento pelvico. Su questa base si costruisce un programma di esercizi che puoi svolgere anche a casa e modificare man mano che migliori. Le linee guida europee consigliano, per l’incontinenza da sforzo o mista, un percorso intensivo supervisionato di almeno tre mesi.

Questo non vuol dire rinunciare alla palestra, alle passeggiate o allo sport che ti piace. Significa aggiungere ciò che serve per affrontare le perdite e tornare a muoverti con più tranquillità.

Se perdi urina quando tossisci, ridi o ti alleni, da SAFIOS a Verona puoi richiedere un colloquio conoscitivo gratuito di 15 minuti per capire quale potrebbe essere il primo passo, oppure leggere come si svolge la valutazione del pavimento pelvico.

Fonti

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