Durante la gravidanza il pavimento pelvico gestisce cambiamenti di carico, postura e pressione. Dopo il parto deve adattarsi ancora, indipendentemente dal fatto che la nascita sia avvenuta per via vaginale o con taglio cesareo.
L’articolo sviluppa il video SAFIOS Pavimento pelvico in gravidanza e il contenuto Pavimento pelvico dopo parto vaginale o cesareo.
In gravidanza non serve “stringere e basta”
Forza e resistenza possono essere utili, ma il pavimento pelvico deve anche coordinarsi con respiro e movimento e riuscire a rilassarsi. Un esercizio che provoca dolore, senso di peso o perdite non va forzato. Se la gravidanza presenta condizioni o complicazioni specifiche, l’attività fisica va concordata con chi segue il percorso ostetrico.
I sintomi da riferire
- perdite urinarie o difficoltà a controllare gas e feci;
- senso di peso vaginale;
- dolore pelvico, lombare o nei rapporti;
- difficoltà di svuotamento;
- dolore o limitazione legati alla cicatrice dopo cesareo o episiotomia.
Essere comuni non significa essere sintomi da sopportare. Una valutazione può chiarire quali strutture e funzioni richiedono attenzione.
Dopo il parto: recupero graduale
Il rientro all’attività non dovrebbe dipendere soltanto dal numero di settimane trascorse. Contano tipo di parto, cicatrici, sintomi, qualità del movimento, sonno, carichi quotidiani e obiettivi. Nelle prime fasi si può lavorare su respirazione, mobilità, percezione e attivazione delicata quando tollerata, per poi aumentare progressivamente il carico.
Anche il cesareo coinvolge il sistema addomino-pelvico
Il cesareo evita il passaggio vaginale ma non annulla i cambiamenti della gravidanza. Parete addominale, cicatrice, respirazione e gestione delle pressioni possono richiedere un recupero specifico. Non esiste quindi un confronto semplice in cui un tipo di parto “salva” automaticamente il pavimento pelvico.
Quando fare una valutazione
È particolarmente utile in presenza di sintomi, prima di riprendere sport ad alto impatto o quando il recupero non procede come atteso. La valutazione non sostituisce i controlli ostetrici o ginecologici e viene adattata alla fase individuale.
Fonti: ACOG, attività fisica in gravidanza e post parto; ACOG, esercizio dopo la gravidanza.
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